Gregorio Milli,
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I miei temi.
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2018.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Riceviamo e con piacere pubblichiamo l'antologia dei temi scolastici del nostro amico Gregorio Milli che costituiscono uno spaccato originale del mondo visto attraverso gli occhi di un ragazzo Non Vedente.
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Tema 1.
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I SOCIAL MEDIA DANNO DIRITTO DI PAROLA 
A LEGIONI DI IMBECILLI CHE PRIMA PARLAVANO 
SOLO AL BAR DOPO UN BICCHIERE DI 
VINO, SENZA DANNEGGIARE LA COLLETTIVITA. 
VENIVANO SUBITO MESSI A TACERE, 
MENTRE ORA HANNO LO STESSO DIRITTO DI 
PAROLA DI UN PREMIO NOBEL. E LINVASIONE 
DEGLI IMBECILLI (U. Eco).

Partendo da questa provocatoria affermazione del filosofo 
e scrittore Umberto Eco il candidato tratti la 
questione dellinvasione dei social media e del loro 
uso ed abuso nella societ odierna. Tengo innanzitutto 
a precisare quanto io sia contrario ai social network e 
pi nello specifico alluso che se ne fa e di quanto, di 
conseguenza, io sia affine al pensiero di Umberto Eco.
Il social network  uno strumento della societ moderna 
e senza dubbio maggiormente giovanile, ma credo 
che il suo utilizzo stia sfuggendo di mano a tutti, senza 
vincoli di et.
Del mondo tecnologico, che comprende siti internet, giochi, 
chat, social media e tanto altro, amo e concepisco 
solo luso dellemail.
Un mezzo veloce e ottimale che mi permette di mantenere 
i giusti contatti per messaggi e informazioni realmente 
necessarie.
Sono inoltre dellidea che stare tanto tempo davanti ad un 
computer o smartphone faccia molto danno alla salute e 
al cervello.
Tornando sullargomento principale, reputo i social 
network una realt astratta, formata, nella maggior parte 
dei casi, da relazioni virtuali. La gente prima era pi 
genuina. 
Ritengo pi sano un utilizzo moderato senza passarci 
dunque la maggior parte del tempo.
Sarebbe sufficiente dedicarci unoretta dopo cena o nel 
pomeriggio, come semplice svago e distrazione dalla 
routine quotidiana. Quanto  pi bello impazzire per 
unestranea incontrata in un bar e quanto  pi interessante 
scrivere e spedire una lettera, fatta di carta e penna, 
ad un amico o alla propria amata!!!
Inoltre mentre sono daccordo rispetto ad un uso ludico, 
sono assolutamente contrario dal punto di vista sentimentale. 
I creatori di tutto ci sono ricchi grazie alla 
nostra pazzia. Ci hanno dato lopportunit di impazzire 
e diventare imbecilli e noi labbiamo colta al volo.
Credo sia un mezzo utilizzato maggiormente per combattere 
la solitudine, il che potrebbe risultare anche 
positivo ma un modo esagerato  comunque dannoso in 
ogni caso. Mi piacerebbe far capire a chi  solo o a chi 
non si sente accettato che stare dietro ad uno schermo la 
maggior parte del tempo non  una buona soluzione. Si 
deve uscire, sforzarsi e allacciare rapporti faccia a faccia.
Non per forza creando amicizie e veri legami  sufficiente 
scambiare le famose quattro chiacchiere.
E un mezzo talmente ben costruito e racchiude cos tanti 
risvolti che ha portato un uso esagerato anche da chi solo 
in realt non . Ma per colpa dei social network, secondo 
me, lo si pu diventare! Mi interessava parlare di questo 
tema perch mi capita di trattarlo spesso con Stefania e 
i miei amici. E un argomento a cui tengo molto. Mi dispiace 
molto di questa societ online, di questi rapporti 
virtuali e ho paura di quello che riserver il futuro. 
Spero solo che i genitori siano intelligenti a tal punto da 
limitare luso dei social ai propri figli, di poter far fronte 
insieme a loro agli svantaggi e a tutte le conseguenze 
che dovessero capitare e a garantire, daltra parte, 
amore, sentimenti sani e un supporto per affacciarsi al 
mondo reale.
Certo esso  pi difficile ma  anche molto pi bello e 
interessante e secondo me vale la pena provarlo!

Tema 2.
LA QUESTIONE DEI MIGRANTI STA DIVENTANDO 
OGNI GIORNO PIU URGENTE. TI INFORMI 
DI QUESTE VICENDE? COME TI RELAZIONI IN 
PROPOSITO?

Riguardo largomento dei migranti vorrei fare una premessa.
Tengo a sottolineare infatti i due motivi che, secondo me, 
hanno influito sulla questione: la nascita dellUnione Europea 
e la morte di Gheddafi nellottobre del 2011.
Il dittatore della Libia aveva preso accordi con Silvio Berlusconi 
(al tempo Presidente del Consiglio) che consistevano 
nel non permettere il flusso dei migranti in cambio 
dellacquisto di petrolio. Con la morte di Gheddafi gli 
accordi, appunto, decaddero.
Questo  un tema a me molto caro. Mi piace prendere 
informazioni a riguardo in televisione o su internet, parlarne 
con i miei amici o captare notizie quando mi trovo 
a spasso per la citt. Nel caso in cui, poi, ritengo una notizia 
pi rilevante, cerco di approfondirla seguendo anche 
il telegiornale, cosa che generalmente non amo fare.
Dal mio punto di vista si dovrebbe optare per una politica 
pi personalizzata di modo da imporre una migrazione 
pi selezionata. Questo, secondo me, non pu che accadere 
se non uscendo dallUnione Europea e dalle sue leggi 
troppo permissive.
Certo  che anche la posizione geografica dellItalia non 
gioca a favore. Aperti al mare e vicini a Stati poveri e 
persino a volte in guerra abbiamo infatti a che fare quasi 
ogni giorno con sbarchi clandestini.
Inoltre ritengo anche poco solidale il rapporto degli altri 
stati europei nei nostri confronti.
Sono spesso dubbioso e mi pongo domande su ci 
che realmente potrebbe aver portato il nostro Paese in 
questo clima. Un clima che vede lo scontento dei suoi 
cittadini, ambiguit e incoerenze nelle persone che ne 
sono a capo e gli stessi migranti che, a mio parere, 
godono di fin troppi vantaggi. 
Ripeto, sono persone indubbiamente meno fortunate di 
noi e il loro atteggiamento credo nasca da tanta sofferenza 
e come metodo di difesa, ma  anche vero che la nostra 
politica  troppo permissiva e la diseguaglianza con noi 
italiani  troppo evidente, soprattutto ora che stiamo vivendo 
una pesante crisi economica e lavorativa.
Infine aggiungo che, per mia esperienza personale, mi 
sono trovato pi volte ad adattarmi ai loro modi di fare e 
ai loro privilegi e mai il contrario. Ed  fondamentalmente 
questo che mi dispiace. Spero quindi che chi di dovere 
si prenda maggiormente cura delle richieste e dei bisogni 
di noi cittadini.

Tema 3.
STAI AFFRONTANDO LULTIMO ANNO DI LICEO; 
QUALI SONO LE TUE PROSPETTIVE ED 
ATTESE PER IL FUTURO? COME GIUDICHI, FINORA, 
LA TUA ESPERIENZA IN AMBITO SCOLASTICO?

Premetto che ho fatto di tutto per non svolgere questo 
tipo di tema ma la mia carissima maestrina personale 
ha insistito molto. Alla fine ho accettato perch ho condiviso 
i suoi ragionamenti. Dopotutto affronto questo 
argomento ogni giorno insieme a lei e, forse, sarebbe 
sensato e positivo mettere tutto per iscritto e discuterne 
pi seriamente per un compito in classe.
E vero che non c mattinata in cui non parli del mio 
futuro e di tutte le paure che ne conseguono e della mia 
esperienza scolastica, con tutte le delusioni e i bei ricordi.
Sono un ragazzo disabile e in questo caso  scontato che 
ogni mia decisione deve basarsi anche su limiti, agevolazioni, 
legislazione e, ahim, giudizi e caratteri altrui.
Tutto ci  inscindibile e la scelta di questa scuola ne  
stata senza dubbio la conseguenza. 
Proiettato verso un indirizzo che mi avesse dato maggiori 
sbocchi professionali e non costretto a proseguire con 
lUniversit, ho dovuto invece far ricadere la mia scelta 
su una scuola privata perch, oltre a riconoscermi maggiori 
incentivi economici, mi avrebbe anche permesso di 
seguire un maggior numero di ore di lezione.
Soprattutto questultimo  stato il motivo per cui, nonostante 
tutto, sono soddisfatto di questa mia esperienza 
scolastica.
Ho avuto lopportunit infatti non solo di stare pi a contatto 
con ragazzi della mia et e stare pi tempio fuori 
dalla solita cerchia familiare ma anche di imparare 
molte materie e di maturare al tempo stesso.
Inutile negare che ci sono stati dei momenti duri riguardo 
alle relazioni, polemiche sullorganizzazione scolastica, 
disguidi con i miei stessi insegnanti di sostegno 
ma, in fin dei conti, sono stato bene ma soprattutto so di 
esser voluto bene.
Sono Gregorio e mi conoscono tutti, da ormai cinque 
anni; ogni giorno apprezzo un saluto lungo il corridoio 
o un aiuto, anche da chi in realt non conosco bene e, 
inoltre, ad oggi ho trovato nella mia collaboratrice anche 
unottima amica. Sto vivendo il mio ultimo anno di 
scuola superiore e, di conseguenza, ho un pensiero in pi 
verso il mio futuro.
La verit  che si tratta di un liceo e come tale apre porte 
per proseguire gli studi, cosa che io purtroppo non potr 
fare per diversi motivi. Ebbene s, avrei preferito anchio 
frequentare lUniversit. Invece  molto probabile che, 
una volta conseguito il diploma, trover lavoro in un ufficio 
del Comune.
Di ci non posso certo lamentarmi ma  anche vero che 
il fatto che le mie decisioni debbano tener conto di mille 
altri fattori, mi dispiace molto.
La speranza pi grande che ho al momento  che tutte 
le conoscenze e le nozioni che ho finora imparato possa 
tenerle a mente per tanto altro tempo e magari possano 
essere utili ai fini lavorativi quotidiani.

Tema 4.
PARLA DELLA POESIA LASSIUOLO DI GIOVANNI 
PASCOLI

La poesia fa parte della raccolta Myricae. Viene composta 
nel 1897 e prende nome dal piccolo rapace notturno.
Lassiuolo ha un verso cos malinconico e ripetitivo da 
catturare lattenzione di Pascoli.
Il chiu del piccolo uccello arriva dal buio in una notte 
in cui nemmeno la luna si riesce a scorgere.
Il suo lamento ispira totalmente il poeta tanto da legarlo 
al tema della morte.
La metrica della poesia nello specifico  composta 
da tre strofe composte ognuna da due quartine con 
rime alternate.
Le quartine della poesia si distinguono per carattere positivo 
o negativo .                                                 
Forti e frequenti in questa poesia sono le onomatopee. Il 
verso chiu si trova alla fine di ogni strofa.  
Abbiamo unalba di perla, le stelle, il mare, le lucide vette, 
i sistri dargento ma abbiamo anche lampi, nero di 
nubi, sussulto, grido, invisibili porte, pianto di morte.
Suggestivo  notare la progressione del lamento dellassiuolo.
E inizialmente una voce, un singulto poi e un pianto di 
morte alla fine.
La poesia ha unatmosfera indefinita e magica intorno ad 
una perfetta analogia.

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Tema 5..
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PARLA DELLESPERIENZA POETICA E LETTERARIA DI ALESSANDRO MANZONI.
FAI RIFERIMENTO ALLE OPERE CHE CONOSCI E, SE VUOI, PUOI FARE UN CONFRONTO 
CON ALTRI AUTORI CONTEMPORANEI A LUI.

Manzoni nasce a Milano nel 1785 da una famiglia benestante.
Nipote di Cesare Beccaria, un importante rappresentante 
dellIlluminismo lombardo, pot frequentare i pi illustri 
collegi seguendo la tradizionale educazione classica. 
Fin da giovane entr in contatto con famosi poeti come 
Foscolo e intellettuali anche grazie agli anni che trascorre 
a Parigi dove and per raggiungere la madre. Proprio 
qui si spos con Enrichetta Blondel e la conversione dal 
calvinismo al cattolicesimo che ne segu determin un 
cambiamento molto importante nella sua vita.
Ci invest tutti gli aspetti della sua personalit tant 
che, tornato a Milano, abbandon il classicismo e intraprese 
un orientamento romantico a partire dalla stesura 
degli Inni Sacri.
Furono diverse le innovazioni di Manzoni. Innanzitutto 
nelle sue opere si rivolge ad un pubblico pi vasto, trattando 
di vari argomenti e di interessi per il popolo. Oltre 
al tema religioso  orientato anche al tema civile e politico.
Manzoni ha scritto poesie, odi, lettere, opere teatrali ma 
la novit in assoluto fu il romanzo. Col suo famoso I 
Promessi Sposi diede vita ad un grande genere letterario, 
tramandato fino ai giorni doggi.
Per quanto riguarda la lingua, rivolgendosi a tutti, abbandona 
il linguaggio aulico e classico appropriandosi 
di uno pi comprensibile, semplice e vivace. Una lingua 
reale: il fiorentino.
Come accennato prima laspetto religioso fu un gran protagonista 
nella vita di Manzoni.
Lo fu anche per altri letterari ma la differenza ora sta 
nellassenza di una rassegnazione umana nei confronti 
dellingiustizia divina. Ora grazie a questo autore la religione 
si veste di un carattere rassicurante e consolatorio. 
Questa novit  ben riscontrabile nel cinque maggio in 
particolare nelle ultime quattro strofe in cui Napoleone, 
esiliato e sofferente, trova la conversione e accompagnato 
dalla figura di Dio passa sereni gli ultimi giorni della 
sua vita. Come se questa manna dal cielo che  la fede 
rende lieve lultimo sospiro.
Il cinque maggio  unode oltre che di tema religioso, di 
argomento civile.
Infatti  divisa in due parti: la prima in cui si celebra Napoleone 
e le sue glorie, la seconda dove si sottolinea invece 
il suo aspetto pi umano.
Si scopre dunque un Napoleone risoluto e decisivo ma al 
tempo stesso un uomo come tutti noi, con i propri dubbi 
e fragilit.
Basti pensare alle sue grandi conquiste e al suo successivo 
esilio a SantElena dove, lontano dalla patria, visse 
fino alla morte.
Questi ultimi anni Manzoni ce li racconta in tono intimistico 
a partire dal verso 55. Lautore, con un po di 
fantasia, immagina e racconta di un Napoleone bloccato 
che prova inutilmente a scrivere i propri ricordi. Viene 
paragonato ad un naufrago. E ansioso, triste, sofferente 
e a braccia conserte  sopraffatto dal vuoto del trascorrere 
dei giorni.
Come riportato precedentemente nelle ultime quattro 
strofe, avviene un cambiamento: la fede entra positivamente 
nella quotidianit di Napoleone. Il supporto di Dio 
 incisivo, enfatizzato e lo accompagna fino alla morte. 
Qui il messaggio di Manzoni  chiaro: per ottenere la 
misericordia  necessario prima toccare il fondo!
Si  parlato poi dellode marzo 1821, la cui differenza 
principale con il cinque maggio sta nel suo aspetto 
meno riflessivo ma strettamente civile e patriottico. Il 
titolo innanzi tutto fa riferimento al moto rivoluzionario 
di Torino. 
Manzoni lavorando di fantasia immagina lunificazione
degli eserciti e lespulsione degli austriaci. Alla base 
dellode c un senso di riscatto della tradizione italiana, 
si parla di bandiere, di patria e di sacrificio. C una forte 
immagine di unione, assenza di barriere. Il tutto ben risaltato 
mediante la metafora degli affluenti che insieme 
vanno a formare il fiume Po. 
Manzoni qui, a differenza del cinque maggio, in cui non 
si rivolge direttamente a Napoleone, parla ai protagonisti 
dellode, agli italiani, come un vero e proprio motivatore. 
Li incita allazione e a difendere i propri diritti in nome 
della patria, spiegando loro inoltre che i veri cambiamenti 
arrivano muovendo le cose dallinterno. Anche qui il 
messaggio dellautore  chiaro: lo scontro non garantisce 
la vittoria ma  necessario provarci e mettersi in gioco! 
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FINE.